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La catechesi di satana durante un recente caso di esorcismo

Salmo 56

 

1] Al maestro del coro. Su "Jonat elem rehoqim".
Di Davide. Miktam. Quando i Filistei lo tenevano prigioniero in Gat.
[2] Pietà di me, o Dio, perché l'uomo mi calpesta,
un aggressore sempre mi opprime.
[3] Mi calpestano sempre i miei nemici,
molti sono quelli che mi combattono.
[4] Nell'ora della paura,
io in te confido.
[5] In Dio, di cui lodo la parola,
in Dio confido, non avrò timore:
che cosa potrà farmi un uomo?
[6] Travisano sempre le mie parole,
non pensano che a farmi del male.
[7] Suscitano contese e tendono insidie,
osservano i miei passi,
per attentare alla mia vita.
[8] Per tanta iniquità non abbiano scampo:
nella tua ira abbatti i popoli, o Dio.
[9] I passi del mio vagare tu li hai contati,
le mie lacrime nell'otre tuo raccogli;
non sono forse scritte nel tuo libro?
[10] Allora ripiegheranno i miei nemici,
quando ti avrò invocato:
so che Dio è in mio favore.
[11] Lodo la parola di Dio,
lodo la parola del Signore,
[12] in Dio confido, non avrò timore:
che cosa potrà farmi un uomo?
[13] Su di me, o Dio, i voti che ti ho fatto:
ti renderò azioni di grazie,
[14] perché mi hai liberato dalla morte.
Hai preservato i miei piedi dalla caduta,
perché io cammini alla tua presenza
nella luce dei viventi, o Dio.

Commento

 

In questo salmo il profeta Davide invoca il Signore affinchè lo liberi dai nemici che, numerosi, attentano alla sua vita. Naturalmente Davide rappresenta ogni cristiano che, in virtù della sua fede, viene perseguitato (anche mediante il travisamento delle sue parole – cap. 6) dal demonio e dagli strumenti delle tenebre posti al suo servizio. Mediante la lettura-preghiera di questa orazione constatiamo che quanti lodano la Parola del Signore (cap. 11) subiscono gli attacchi delle tenebre. Impariamo però che le invocazioni al Signore, fortemente radicate nella fede, ottengono l’intervento provvidenziale di Dio, definito da Gesù come Padre buono “Su di me, o Dio, i voti che ti ho fatto; ti renderò azioni di grazie, perché mi hai liberato dalla morte. Hai preservato i miei piedi dalla caduta…”.

Purtroppo molti cristiani non applicano gli insegnamenti dei salmi e subiscono passivamente le aggressioni del maligno, dimenticando che il cristiano deve invece combattere mediante la preghiera, i sacramenti e con tutti gli strumenti posti a disposizione dalla democrazia. Satana è riuscito, nel corso dei secoli, sfruttando l’ignoranza della Sacra Scrittura a diffondere l’idea che un “vero” cristiano dev’essere per forza uno che subisce passivamente senza lamentarsi. Mediante tale strategia è riuscito ad ottenere la capillare diffusione delle sue idee perverse senza alcun contrasto con gli effetti che tutti possiamo constatare.

Questo salmo, unitamente a molti altri ci insegna invece ad invocare con viva fede il Signore per essere difesi dai pericoli e dagli attacchi dei nemici. Concetto sintetizzato nel Padre nostro “Liberaci dal maligno”.

VII. Ma liberaci dal Male

 2850 L'ultima domanda al Padre nostro si trova anche nella preghiera di Gesù: “Non chiedo che Tu li tolga dal mondo, ma che li custodisca dal Maligno” ( Gv 17,15 ). Riguarda ognuno di noi personalmente; però siamo sempre “noi” a pregare, in comunione con tutta la Chiesa e per la liberazione dell'intera famiglia umana. La Preghiera del Signore ci apre continuamente alle dimensioni dell'Economia della salvezza. La nostra interdipendenza nel dramma del peccato e della morte diventa solidarietà nel Corpo di Cristo, nella “comunione dei santi” [Cf Giovanni Paolo II, Esort. ap. Reconciliatio et paenitentia, 16].

2851 In questa richiesta, il Male non è un'astrazione; indica invece una persona: Satana, il Maligno, l'angelo che si oppone a Dio. Il “diavolo” [dia-bolos”, colui che “si getta di traverso”] è colui che “vuole ostacolare” il Disegno di Dio e la sua “opera di salvezza” compiuta in Cristo.

2852 “Omicida fin dal principio”, “menzognero e padre di menzogna” (Gv 8,44 ), “Satana, che seduce tutta la terra” (Ap 12,9 ), è a causa sua che il peccato e la morte sono entrati nel mondo, ed è in virtù della sua sconfitta definitiva che tutta la creazione sarà liberata “dalla corruzione del peccato e della morte” [Messale Romano, Preghiera eucaristica IV]. “Sappiamo che chiunque è nato da Dio non pecca: chi è nato da Dio preserva se stesso e il Maligno non lo tocca. Noi sappiamo che siamo nati da Dio, mentre tutto il mondo giace sotto il potere del Maligno” (1Gv 5,18-19 ):

Il Signore, che ha cancellato il vostro peccato e ha perdonato le vostre colpe, è in grado di proteggervi e di custodirvi contro le insidie del diavolo che è il vostro avversario, perché il nemico, che suole generare la colpa, non vi sorprenda. Ma chi si affida a Dio, non teme il diavolo. “Se infatti Dio è dalla nostra parte, chi sarà contro di noi?” (Rm 8,31 ) [Sant'Ambrogio, De sacramentis, 5, 30: PL 16, 454AB].

2853 La vittoria sul “principe del mondo” (Gv 14,30 ) è conseguita, una volta per tutte, nell'Ora in cui Gesù si consegna liberamente alla morte per darci la sua Vita. Avviene allora il giudizio di questo mondo e il principe di questo mondo è “gettato fuori” (Gv 12,31 ) [Cf  Ap 12,10 ]. Si avventa “contro la Donna”, [Cf  Ap 12,13-16 ] ma non la può ghermire: la nuova Eva, “piena di grazia” dello Spirito Santo, è preservata dal peccato e dalla corruzione della morte (Concezione immacolata e Assunzione della Santissima Madre di Dio, Maria, sempre vergine). Allora si infuria “contro la Donna” e se ne va “a far guerra contro il resto della sua discendenza” (Ap 12,17 ). E' per questo che lo Spirito e la Chiesa pregano: “Vieni, Signore Gesù” (Ap 22,17; Ap 22,20 ): la sua venuta, infatti, ci libererà dal Maligno.

2854 Chiedendo di essere liberati dal Maligno, noi preghiamo nel contempo per essere liberati da tutti i mali, presenti, passati e futuri, di cui egli è l'artefice o l'istigatore. In quest'ultima domanda la Chiesa porta davanti al Padre tutta la miseria del mondo. Insieme con la liberazione dai mali che schiacciano l'umanità, la Chiesa implora il dono prezioso della pace e la grazia dell'attesa perseverante del ritorno di Cristo. Pregando così, anticipa nell'umiltà della fede la ricapitolazione di tutti e di tutto in colui che ha “potere sopra la Morte e sopra gli Inferi” (Ap 1,18 ), “colui che è, che era e che viene, l'Onnipotente!” (Ap 1,8 ): [Cf  Ap 1,4 ]

Liberaci, o Signore, da tutti i mali, concedi la pace ai nostri giorni e con l'aiuto della tua misericordia vivremo sempre liberi dal peccato e sicuri da ogni turbamento, nell'attesa che si compia la beata speranza e venga il nostro Salvatore Gesù Cristo [Messale Romano, Embolismo].

http://www.vatican.va/archive/ITA0014/__PAC.HTM